Atlante dell'abitare virtuale Il Disegno della Città Virtuale, fra Ricerca e Didattica 065

Maurizio Unali
Questo libro illustra il progetto multipiattaforma Atlante dell'Abitare Virtuale, un articolato studio che – fra ricerca e didattica – esplora, rileva e sperimenta alcune delle molteplici declinazioni del disegno della città virtuale contemporanea; mondi fertili e ispiranti, centro di molte aggiornate espressioni tecnoculturali, laboratori interdisciplinari di idee dove elaborare conoscenze e visualizzare “Città Nuove” per il Ventunesimo secolo; progetti che ampliano le forme dell'abitare, ponendo lo sguardo sul futuro della città, in un periodo che sembra evidenziare la crisi dell'esperienza urbana. Città effimere in rete da abitare non con il corpo ma con la mente, esito di originali ibridazioni tra scienza e arte, tecnologia e umanesimo, locale e globale, in continuità con alcuni caratteri storici del pensiero “Made in Italy”: penso, ad esempio, alla città ideale, utopica, radicale, analoga, ludens, eccetera. Un modus vivendi nuovo, ecosistemi intrinsecamente mediatici che sembrano prediligere il “riciclaggio estetico”; Virtual City in cui allestire ulteriori luoghi abitabili attraverso avatar, dove far nascere comunità, ampliare relazioni e spazi condivisi, compiere azioni, recepire informazioni, elaborare idee. Mondi paralleli, forse esito di un mondo reale che “non basta più”; mondi che possiamo abitare in una possibile “Second Life”, disegnando forme e ricercando “un senso”; mondi in cui rappresentare sogni, desideri e paure. Quali sono i rapporti tra l'architettura e le città virtuali delle reti digitali? Quali effetti sta generando la “città liquida” sull'idea di spazio e sul senso dell'abitare? Si tratta solo di una metaforica idea di città – che snatura il legame con il topos, preoccupante perdita di specificità dell'architettura come costruzione e intervento sull'ambiente –, o invece di città abitabili in una diversa dimensione, fortemente mediatica, che partecipano al processo di trasformazione della vita associata e praticano le poetiche dell'effimero? Nella didattica, dell'architettura e del design, quali modelli di studio proporre? Come sperimentare e “reificare” l'idea di città virtuale per aiutare l'apprendimento e la circolazione delle idee? E poi, come rilevare, “comprendere, misurare e rappresentare” le caleidoscopiche dimensioni dell'abitare virtuale contemporaneo? Come leggere forme e linguaggi espressivi, catalogare e classificare funzioni, usi, metodi e tecniche di rappresentazione? Le tradizionali metodiche di rilevamento sono oggi ancora efficaci per decifrare le spazialità architettoniche in rete, effimere e interattive, spesso conformate da molteplici informazioni e da una quantità enorme di dati, forme e linguaggi? Quali sono i principali riferimenti concettuali e visivi della città virtuale contemporanea? Queste e altre domande sintetizzano i motivi alla base del progetto Atlante dell'Abitare Virtuale, uno studio sull'architettura della città virtuale in continuità con un lungo percorso di ricerca fondato su alcune idee chiave, come quella compresa nell'espressione “abitare virtuale significa rappresentare”, presupposto teorico che, come avremo modo di approfondire, evidenzia il ruolo centrale svolto dalla rappresentazione nella conformazione del ciberspazio e, più in generale, nella visualizzazione ed elaborazione delle relazioni fra l'architettura e la tecnocultura digitale.

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