La battaglia di Velletri 23 maggio - 2 giugno 1944

Paolo Carotenuto
Un libro meticoloso, che ha la precisione di un diario militare, frutto di ricerche dirette negli archivi e tra i militari superstiti americani; nonché di documenti e testimonianze raccolte in loco: su quel territorio che è familiare e caro all'autore, essendo Velletri il suo luogo di nascita, il paese dove è nata anche sua madre, alla quale il volume è dedicato. Sua madre come un nome per tutti, tutti quelli che dovettero molto soffrire, patire la fame, morire sotto la morsa della guerra. Croci bianche, lungo elenco di caduti, vittime; sono pietre tombali le pagine che chiudono il libro. I soldati Usa caduti in quei dieci giorni di fuoco, tanti Harold e Roy e Frank e John, quasi tutti poco più che ventenni, quasi tutti soldati semplici, quasi tutti volontari. E i civili, quelli annientati dal fuoco amico, periti sotto i bombardamenti; e quelli uccisi dagli occupanti tedeschi, fucilati (in 12 giustiziati per rappresaglia a Pratolungo), saltati sulle mine, deportati nei lager. Quel conflitto portato dentro le case e patito ora per ora dalla popolazione, è raccontato in modo molto ravvicinato, con un emozionante corredo fotografico e con molti episodi che sembrano usciti da "Platoon", il colpo assurdo dell'ultimo cecchino, quella banalità grottesca e oscena di morire in battaglia. Sono riportati su mappa tutti i punti caldi e strategici per lo sfondamento della linea "Caesar". (imede.it)

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